Chi è Andrea Bonafede, il prestanome di Matteo Messina Denaro

È finito in manette Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l'identità all’esponente di Cosa nostra autore di stragi e omicidi efferati. Ecco chi è e di cosa è accusato

Carabinieri
Foto Pixabay | @djedj
newsby Jennifer Caspani24 Gennaio 2023


A una settimana dall’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro, ieri sera è finito in manette anche Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l’identità all’esponente di Cosa nostra autore di stragi e omicidi efferati. È stato arrestato dai carabinieri del Ros con l’accusa di avere fatto parte della stessa organizzazione criminale, “unitamente a Matteo Messina Denaro e ad altre persone non ancora identificate” e per aver contribuito a far sì che il boss “potesse continuare a svolgere le proprie funzioni direttive nonché a protrarre la propria condizione di latitante nonostante l’insorgere di una grave patologia oncologica“. Ecco nel dettaglio chi è Andrea Bonafede e di cosa è accusato.

Metteo Messina Denaro
Immagine | Ufficio stampa Carabinieri

Di cosa è accusato Andrea Bonafede

Secondo il giudice Alfredo Montalto, che ha firmato l’ordine di arresto su richiesta del procuratore Maurizio De Lucia, dell’aggiunto Paolo Guido e del sostituto Pierangelo Padova, la figura di Bonafede corrisponde a quella di “un affiliato “riservato” al servizio diretto del capomafia. Una figura strategica perché ha garantito all’ex latitante malato di continuare a guidare il suo clan.  Bonafede, nato a Campobello di Mazara (Trapani) il 23 ottobre 1964, oltre ad aver fornito all’ex latitante la sua carta di identità per consentirgli di ottenere un falso documento e la sua tessera sanitaria necessaria per le terapie e le visite mediche alle quali il boss doveva sottoporsi, avrebbe acquistato, come ammesso dallo stesso, l’appartamento di Campobello di Mazara in cui Messina Denaro ha trascorso l’ultimo periodo della latitanza. Con il suo documento, il boss avrebbe inoltre acquistato una Fiat 500L comprata nel 2020 e intestata alla madre del geometra, poi ceduta in permuta a gennaio 2022 quando ha deciso di sostituirla con la Giulietta nera ritrovata dalla polizia e ancora all’esame della Scientifica.
Un contributo, definito dai pm “strategico per l’attività dell’associazione mafiosa“, proseguito anche con l’attivazione di un bancomat a disposizione di Matteo Messina Denaro e nel contatto con Alfonso Tumbarello, il medico di Campobello al quale Bonafede ha confessato di avere chiesto alcune ricette per farmaci e prestazioni a suo nome ma necessarie a Messina Denaro.

Matteo Messina Denaro
Immagine Web

Parentele mafiose

Secondo quanto riportato dal Gip, “Bonafede ha un’estrazione familiare compatibile con il ruolo di partecipe dell’associazione mafiosa e che, allo stesso tempo, spiega perché Messina Denaro Matteo si sia potuto a lui rivolgere“. Il prestanome è, infatti, “nipote (figlio del fratello) del noto Leonardo Bonafede“, morto per cause naturali a 88 anni, “già “reggente” proprio della “famiglia” mafiosa di Campobello di Mazara che ha protetto, quanto meno negli ultimi anni, la latitanza del medesimo Messina Denaro Matteo consentendogli di svolgere appieno il ruolo di capo indiscusso della consorteria di “cosa nostra” operante nella provincia di Trapani“.


Tag: Cosa nostraMafiaMatteo Messina Denaro