Arrestato Messina Denaro, si torna a parlare di ergastolo ostativo: ecco cos’è

Fa parte dell’ordinamento penitenziario e entra in gioco nel caso in cui ci si trovi di fronte a persone che si sono macchiate di reati gravissimi, come ad esempio i reati di mafia, terrorismo o eversione

Messina Denaro al momento dell'arresto
Foto | Carabinieri
newsby Redazione17 Gennaio 2023


Sono ancora tanti, e potrebbero restare tali per decenni (come già accaduto con altri arresti eccellenti, vedi quelli del gennaio 1993 di Totò Riina e dell’aprile 2006 di Bernardo Provenzano), i misteri sull’arresto di Matteo Messina Denaro, avvenuto il 16 gennaio in una clinica privata di Palermo. A farsi qualche domanda è Salvatore Borsellino, fratello minore del magistrato Paolo, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. “Noto la coincidenza che l’arresto avviene quando sta arrivando in porto l’abolizione dell’ergastolo ostativo, che era la condizione principale posta da Riina nel “papello”. Spero di non vedere tra poco personaggi come i Graviano fuori dalla galera”, sono state le sue prime parole. E sull’argomento qualche ora dopo c’è tornata anche il Premier, Giorgia Meloni: “Se oggi non corriamo rischi dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro di regimi carcerari meno rigidi è perché quell’istituto fortemente voluto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è stato difeso dai provvedimenti del governo”.

Prigione
Foto Pixabay | @Falkenpost

Cos’è l’ergastolo ostativo?

Se ne è tornato a parlare in queste ore con l’arresto, appunto, di Matteo Messina Denaro, dopo 30 anni di latitanza. L’ergastolo ostativo fa parte dell’ordinamento penitenziario e entra in gioco nel caso in cui ci si trovi di fronte a persone che si sono macchiate di reati gravissimi, come ad esempio i reati di mafia, terrorismo o eversione. In sostanza, questo tipo di ergastolo esclude i condannati a quei tipi di reati dai benefici penitenziari. Di tutti quei premi che di fatto rendono l’ergastolo in Italia solo una parola suggestiva e mai una vera pena fino alla morte del detenuto. Infatti, il detenuto può accedere alla liberazione condizionale, al lavoro esterno, ai permessi premio, alla semilibertà. In ambito di reati mafiosi, si può sfuggire all’ergastolo ostativo collaborando con la giustizia, come è accaduto a molti boss nel passato (e accade ancora oggi, sono fondamentali per indagini di questo tipo).

Prigione
Foto Pixabay | @Ichigo121212

I dubbi costituzionali

Detto questo, l’ergastolo ostativo resta una norma molto discussa. Al di là di limitare perpetuamente la libertà di un individuo, c’è anche chi ha sollevato il dubbio che si tratti di una sorta di ricatto che possa alimentare il malcostume dei finti pentiti. In secondo luogo, c’è il dubbio che ci sia proprio un problema di carattere costituzionale. Secondo la Consulta, la norma era in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. Il primo recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. Il secondo: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Quindi, almeno per come era formulato prima del governo Meloni, per la Corte Costituzionale l’ergastolo ostativo aveva profili di incostituzionalità. Il Parlamento ha avuto un anno di tempo per approvare una nuova legge, in linea con il dettato della Carta. La norma è arrivata due settimane fa circa. Ci sarà ora da capire se la legge sarà applicabile o meno dai giudici e se qualcun altro solleverà il dubbio sulla costituzionalità della legge.


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