Autore: Valerio Mingarelli

Nato a Fabriano, ai piedi degli Appennini, nel 1980. Ho iniziato a “gattonare” nelle testate locali umbre e marchigiane grazie al basket e al calcio. Giornalista professionista dal 2008, da allora tra Milano e Roma ho sempre fatto il viandante dell’informazione girovagando per radio, TV, quotidiani, agenzie e uffici stampa. Con la penna o col microfono in mano, mi sono sempre divertito da matti. Oggi seguo perlopiù le vicende del Parlamento nostrano, ma lo sport rimane sempre una passionaccia elettrizzante.

Ormai il Comitato Olimpico Internazionale non si nasconde più. Le Olimpiadi di Tokyo, originariamente in programma per l’estate del 2020 e già spostate nel 2021, avranno luogo tra poco più di un anno soltanto se si potrà consentire la presenza del pubblico. In caso contrario, la cancellazione definitiva di Tokyo 2021 potrebbe diventare l’ipotesi più probabile. Sull’insostenibilità dei Giochi a porte chiuse, le posizioni sono ormai definite. La pensa così il numero uno del Cio, Thomas Bach, che lo ha ribadito in una recente intervista all’inglese Bbc. E a quanto pare è dello stesso avviso pure il numero uno del…

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“Chiederemo di spostare i mondiali di sci alpino di Cortina al 2022”. Ha scelto una delle trasmissioni Rai più seguite Giovanni Malagò, per movimentare una calma domenica primaverile senza sport. A “Che tempo che fa”, il numero uno dello sport italiano ha preannunciato la richiesta formale che la Federazione Italiana Sport Invernali, in accordo appunto col Coni, formalizzerà forse già oggi alla Fis. La kermesse iridata nella località veneta è fissata dal 7 al 21 febbraio prossimo: dal 2021, l’organizzazione italiana chiederà di passare al marzo dell’anno dopo. Malagò: “E’ una scelta sofferta” Boom. L’annuncio, nella tarda serata di ieri,…

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“E’ bastato un piccolo fiammifero, per far divampare l’incendio”. Scorre sulle note dell’incantevole Present Tense, pezzo griffato dai Pearl Jam nel 1996, il poetico finale di The Last Dance su Netflix. Un prodotto televisivo che sta polverizzando ogni record di fruizione, e si candida a stravolgere per sempre il genere del biopic. Sportivo e non. Materiale accantonato per due decenni tra gli acari, è stato rimestato e mixato per dar vita a otto ore e quaranta minuti di puro trasporto. In un ping-pong continuo tra quel cavalleresco e malinconico 1998, anno appunto dell’ultima danza, e squarci sul passato: mirabili, certo,…

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Kobe Bryant è morto al momento dello schianto, e non a causa delle fiamme che hanno avvolto il Sikorsky S-76B, sul quale viaggiava in quella nefasta mattinata del 26 gennaio scorso. E’ questo il responso dell’autopsia, a quattro mesi dall’incidente costato la vita alla leggenda dei Los Angeles Lakers e ad altre sette persone. La morte di Kobe e di tutti gli altri passeggeri è stata classificata come trauma da forza contundente. Quando poi il velivolo ha preso fuoco, Kobe e gli altri, fra cui sua figlia Gianna, erano già tutti deceduti. Il riconoscimento del corpo della stella è avvenuto…

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Eppur si muove. Anche al di là dell’Atlantico, lo sport scalda i motori. Nei giorni in cui l’intero pianeta si sollazza su Netflix con “The last dance”, la pluri-dibattuta agiografia di Micheal Jordan e dei suoi Bulls che imperversarono negli anni ’90, i team Nba dei tempi d’oggi tornano flemmaticamente al lavoro alla spicciolata. Da quelle parti ci sono pochi dubbi ormai: nella Lega non si ragiona più sul “se” ripartire, ma sul “come” e sul “quando”. Nella girandola delle conference call che si susseguono da giorni, ce n’è stata una tre giorni fa più risolutiva delle altre. Cioè quella…

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Dai che si parte. Con la fase 2, che è la fase 1 più due passi a piedi e due palle di gelato artigianale, ci siamo tutti già ringalluzziti. Specie in metropoli, dove, a guardare lo struscio, a Milano o a Roma sembra già fase 4 piena. Intanto, si è riattizzato anche il calcio che conta (il nuovo battibecco Moratti-Moggi, del resto, è un segnale). Ormai ci sono pochi dubbi: un tentativo di riempire le caselle degli almanacchi della serie A ’19-’20 lo si farà. Senza però dare troppo dell’occhio. Sapete com’è: a ristoratori, baristi, albergatori, parrucchieri e dermopigmentatori, tutti…

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I due mesi più claustrofobici delle nostre vite sono (forse) alle spalle. Certo, ci aspettano tante altre sessioni bibliche di divano. E per la pizza, dovremo ancora accontentarci dei grumosi e ipersalati tentativi fai da te. Dal 4 maggio, però, se non altro riassaporeremo la sensazione di stare un po’ più a briglia sciolta. Chi per lavoro, chi in visita a fratelli, fidanzate, nipoti, zie e trisnonne. Si parla tanto di affetti stabili: almeno per le prossime settimane, l’impressione è che tra quelli stabilissimi rimarranno solo guantini e mascherine. Oltre all’indefesso personal trainer che da Youtube ci indica la via…

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Alé, rieccoci. Settima settimana di detenzione: per evitare di sprofondare nel tunnel degli ansiolitici, c’hanno tolto persino il funereo bollettino delle sei. Ormai persino infornare una quiche con dentro tutto il commestibile del creato, dalla salsiccia alla marmellata di fichi, è una rottura di zebedei che dopo un po’ anche basta. Così non resta che abbandonarsi alle perversioni. Come, ad esempio, tentare di capire come la serie A possa chiudere la stagione senza evitare colossali figure di merda, ormai considerate inesorabili come le gaffes di Trump. Sette giorni fa c’eravamo lasciati con i due schieramenti paralizzati nelle rispettive metà campo.…

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Ripartire, sì ma, dove? Storpiando l’immarcescibile “Maracaibo” di Lu’ Colombo, ci addentriamo in uno dei dibattiti più forsennati che da mane a sera raggiunge le claustrofobiche quarantene italiche. Tra un esercizietto ginnico “spizzato” su Youtube e un ovale di pasta lievita pronto a diventare Capricciosa “homemade”, da almeno venti giorni assistiamo a questo tourbillon di note ufficiali e scenari astrali, indiscrezioni e farneticazioni, vulgate e puttanate. Il calcio va rimesso in moto o no? In una metà campo i latrati di chi parte con l’olimpiade dello sdegno, alla sola idea di rivedere Cr7 e compagnia in calzoni e parastinchi. “Far…

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